venerdì 11 giugno 2021

Magnifica

E ti ho sognata potessi tornare indietro ti amerei ancora, almeno una mezz'ora ora, ci si capiva ci si comprendeva, non c' era l odio ma solo la distanza le mie furie hanno creato gli inferni e mi trovai depresso nella mia stanza mangiando pillole e io volando con la fantasia ho fallito credevo di essere super man, ma con te c'era da aspettare andavi in chiesa e a messa eri per me uno spettacolo vivente sempre lucente ti piaceva scherzare eravamo puri e innocenti come bambini ridevamo e facemmo i cretini sempre per la mano una passione infinita, io poi confusi l amore con il potere e la materia mi portò via la techno per me era droga mi bastava per volare ma era un ipnosi e bastava poco per cadere, risorse maledette per questo ti ho sognata perché ti ho amata davvero sul serio, ma tu avevi delle regole a casa io ero randagio ma pulito che peccato essersi persi senza essersi ritrovati la vita mi ha fatto scontare i miei peccati, c erano troppe incomprensioni e io volai via stanco della tua gabbia ma dopo che ci ripenso i miei errori furono rabbia ed io ho perso l anima mentre tu sei sempre nel mio cuore meravigliosa piccola e maestosa creatura. 


Simone Garzelli

Non mi va questo beat

Non mi va questo Beat. Questo sistema è un regime totalitario, Caro Diario. Siamo tutti soldati messi in riga, con le mèches messi in piega lo prendiamo nel culo a 90. Andiamo avanti che la gallina canta. Fuggire fuggire da questa società, scappare da questa realtà inquietante. Intelligenza artificiale polivalente studia affondo la nostra mente. E' regime Hasta la muerte, regime totalitario.Caro Diario non c'è futuro pieno controllo questo è sicuro, svegliatevi dormienti svegliate le vostre menti. Credete nei media quella non è informazione, deformazione professionale, tutto normale? Il vostro presidente è un mafioso, non vi fidate ve ne pentirete, Covid19 è un esperimento; siamo in guerra ma non lo capite che col totalitarismo ci stanno investendo. Che ne sarà dei nostri figli ???  Vomitati da questo sistema Il lavaggio del cervello è nei cartoni animati, vedo messaggi subliminali dettati dagli ordini mondiali; portando i nostri figli al consumismo verità scomode altro che illuminismo.E' un vortice oscuro ci sono passato specialmente nei giovani è competizione per una guerra tra di loro che li porta all'autodistruzione.Il Totalitarismo nemico dei nostri giorni va sconfitto con scioperi negazione e Rivoluzione!!!!!!

Simone Garzelli

martedì 25 maggio 2021

The River

La vita è per me, come un fiume, parte impetuoso, a volte irruente e come un fiume può essere breve o lungo.Non so perché ma alcuni partono sopra dei canotti percorrendolo senza mai finire in acqua e se questo può succedere trovano una corda, una mano a cui aggrapparsi e spesso risalire sopra.
Ma altri in una maniera o in un' altra non hanno questa opportunità e sopravvivano aggrappandosi con tutte le loro forze a qualcosa che trovano, a volte annaspando, a volte no.
Ma tanti, forse troppi, non riescono ad avere questa possibilità, lottano finché possono e poi si lasciano trascinare dalla corrente che li travolge, troppo forte per loro, sfiduciati, stanchi, soli.
A volte scelte della vita, consapevoli o no, a volte imprevisti che ti travolgono e cambiano per sempre il tuo modo di essere, di agire, di vivere.
Perché non si tratta più di sopravvivenza, ma essere trascinati giù in fondo, nel buio della corrente, senza un appiglio a cui aggrapparsi.
Stanchi di dover lottare ogni secondo, stanchi di dover affrontare rapide e onde, stanchi in fondo di vivere così, una vita che non ti dà modo di aggrapparti a qualcosa, stanchi forse di dolorosi ricordi e di sorrisi persi nel tempo.
Stanchi infine di gridare aiuto e non avere nessuno che ti risponda...

Alfredo



martedì 30 marzo 2021

Il risveglio ed il mio avvenire

Un'altra volta è notte e mi trovo a scrivere, forse solo perché è notte e vivo strani fantasmi e sogni vani, la bottiglia è vuota, l’eco si è smorzato appena, delle risate fatte con gli amici e i brindisi felici in cui ciascuno chiude la sua pena è persa, è tutto perso, non ci si può ritrovare soli con se stessi ma a volte è cosi; vorrei dire dove ho mancato e dove ho sbagliato ma le morali fatte hanno chiuso i vostri cuori. Questo è il problema, un ragazzo diventa uomo, cresce, diventa vecchio e muore. Questo inizio di discorso di per se è difficile da capire, ma se ci si pensa un po’ e facendo riscontro ad un sacco di difficoltà personali che ho vissuto in passato, forse adesso affrontabili differentemente, sembrano essere tutt’oggi insormontabili. Il caos soltanto sta riempiendo la mia testa: il traffico, mi sono trasferito in pieno centro, bloccato in casa con il lavoro a distanza a causa della pandemia, vicino ad una scuola dove dalle sette alle tredici passano bambini e autobus fino alle dieci, tutto questo caos racchiude un tempo pieno di frenesia e disagio e sento che non mi appartiene. Gli acciacchi dati dall’età e dalla vita aumentano con il passare del tempo e cosi il mio modo di curarmi, tutto cambia, i tormenti si fanno pesanti, ognuno a sua volta ci lascia, cosi va il mondo mai si saprà il nostro avvenire finche anche noi incontreremo la fine inesorabile…restano i sogni senza tempo e l’impressioni di un momento, è quello l’importante: i ricordi di una vita che ancora è in corso d’opera, un po’ incasinata ma abbastanza rassicurata per il coraggio e la volontà di affrontarla, di farcela, cosi per le sfide della vita, sto migliorando un po’ per renderla più decente e degna di valore, mio padre e mia madre hanno cercato a loro modo di darmi insegnamenti validi difronte ad una buona esistenza ed in tanti dopo di loro hanno provato a consigliarmi a riguardo, ed io dico: “bè, è andata e sta andando”.  

Pensando alle mie disavventure passate o che voi state passando è entusiasmante e al contempo doloroso credere nella vita ma allo stesso tempo fare delle scelte e crearsi il futuro che prima non si riusciva a vedere è il primo motivo per cui vale la pena affrontarlo ed è ciò che farò in un modo o nell’altro, porgere delle forti speranze di creare e vivere il mio avvenire è il mio obbiettivo presente.


Stefano Scotti

Un pensiero per la redazione

Ciao a tutti,

 Sono la vecchia dell’aceto, come mi chiamo io, il mio nomignolo rispecchia il come mi sento, me lo sono data da sola, me lo sono dato perchè mi sento inferiore agli altri e avendo questo tipo di problema, a volte, mi arrabbio con me stessa. Il mio desiderio è trovare un lavoro, una casa e un ragazzo o una ragazza per poter abitare insieme, da sola finalmente, a casa spesso non riesco a stare bene e vorrei anche vedere se so prendermi cura. Da quando la mia migliore amica è deceduta a causa di un tumore e lo scorso anno è morto il mio primo ragazzo di una brutta malattia mi sono sentita sola e persa, le mie amiche hanno famiglia e figli e quindi poco i tempo per uscire come prima, sono molto legata a loro, al funerale della mia amica non ho avuto il coraggio di presentarmi, forse perchè non avevo la forza di lasciarla andare, eravamo tutte e due bullizzate e perciò avevamo un certo legame speciale nel comprenderci, ci volevamo tanto bene; quando era sulla sedia a rotelle ricordo che giocavamo ad Uno, si colorava, si giocava a carte, ragionavamo di ragazzi sbagliati... solo gli angeli sanno quanto mi manca, vado al cimitero dei Lupi con mamma e parlo di lei in silenzio, prego che adesso sia felice e la immagino a fare le sue collanine e braccialetti che tanto amava fare per se e le sue amiche. 

Riuscirò a lavorare? A costruire una vita davanti al mio presente?

Non lo so...ma so di ringraziare Mediterraneo per questo ultimo anno di borsa lavoro e sopratutto ringrazio alcune persone che mi hanno aiutato quando ero in crisi e in difficoltà, in questo luogo nessuno mi giudica, molte persone soffrono o anno sofferto, come me, e questo unisce.

Vi auguro una buona Pasqua e spero che presto andrò da me: ritornerò a camminare come prima, voglio farcela, ancora è lungo il cammino e la mia patologia non la auguro a nessuno, a volte vorrei fare le cose come gli altri e non sempre mi riesce, ma ciò non sarà un mio limite ma il mio nuovo punto di partenza.


Un abbraccio

Virginia

giovedì 11 febbraio 2021

Impressioni di un anno atipico

Questo che si è appena concluso sicuramente è stato un' anno atipico, strano e del tutto inaspettato. Un anno di difficoltà, dolore, ma anche di piccole conquiste, in cui tutti siamo stati messi alla prova e a trarne qualcosa di nuovo. Un' anno che ci ha privato di molte cose, ma che forse potremmo ricordare, anche per ciò che ci ha insegnato preservandolo. Nonostante tutti questi ostacoli, l'Associazione Mediterraneo ha fatto tutto il possibile per continuare a mantenere le sue attività. Siamo riusciti a coinvolgere più persone possibili con l'aiuto della tecnologia di piattaforme digitali come Zoom, organizzando ed alternando il lavoro da remoto dato che le regole imponevano un numero limitato di persone che potevano accedere in presenza alla struttura, continuando anche le nostre riunioni settimanali. Durante la nostra attività di redazione, ci siamo interrogati sugli effetti della pandemia riscontrata su noi stessi e riflettuto sui cambiamenti che questa situazione ha procurato sulla nostra quotidianità, analizzando non solo gli effetti negativi, ma anche cosa ha comportato di cambiamenti in noi, riflettendo anche sugli aspetti positivi e innovativi possibili da utilizzare come traccia per ripartire con ancora più risorse. Come prima cosa ci siamo interrogati se questo difficile anno abbia comportato un aggravamento di sintomi e peggioramento della nostra condizione psicopatologica.E' Lia a parlare sostenendo che questo periodo abbia accentuato in lei i sintomi di un disturbo paranoico: spesso si è sentita perseguitata e la sua mente si fissava su determinate situazioni, rendendo per lei molto difficile distogliere il pensiero da queste. Anche Laura prende la parola e afferma che purtroppo questa condizione ha peggiorato in lei i pensieri ossessivi, riguardanti in particolare modo il controllo sulla realtà. Alfredo dichiara invece che l'isolamento forzato ha avuto in lui l'effetto di aumentare drasticamente il suo senso di solitudine che già provava da tempo, tuttavia cercava di sopperire a ciò distraendosi attraverso l'esercizio fisico e andando a fare la spesa, comprava poche cose alla volta in modo di avere la scusa di uscire più volte possibile. Per ultima interviene Sara, che lamenta dei pensieri ossessivi, soprattutto poiché ha proposto diverse domande al servizio affinché migliorassero la vivibilità e la sicurezza del suo appartamento, senza mai ottenere risposte e ne fatti concreti che potessero renderla più serena e rassicurata.Successivamente ci siamo chiesti, quanto ci siamo sentiti supportati durante questo periodo anche dal Csm. Questa volta è Stefano il primo a prendere la parola, sostiene di essersi sentito molto isolato e di aver avuto difficoltà a passare così tanto tempo a casa, ma a col tempo è sereno di come il suo centro di salute mentale l'abbia supportato in questo periodo e che non l'abbia mai fatto provare alcun senso di abbandono, soprattutto dal punto di vista morale. Anche Alfredo è felice del supporto del suo Csm,  e non ha riscontrato grandi mutamenti nella capacità dello stesso di seguirlo prima e dopo il Covid. E' di avviso diverso Sara che invece ha ravvisato maggior difficoltà ad organizzare incontri con i suoi operatori di riferimento per confrontarsi sul suo progetto terapeutico. Anche Laura conviene con Sara che, in particolare modo durante i primi mesi di lock down, abbia avuto una netta diminuzione degli incontri con il suo medico di riferimento; tuttavia descrive che anche la sua dottoressa si è attrezzata in un secondo momento, per organizzare dei colloqui in video call e grazie a questo escamotage si sono ripresi i colloqui con più frequenza  generando in lei maggior serenità. A questo punto prende la parola Lia ed anche lei esprime il suo malumore, poiché pure lei ha costatato una netta diminuzione dei colloqui con i suoi operatori di riferimento. Interviene per ultimo Marco, il quale afferma che quando si sono presentate in lui maggiori criticità ed è stato necessario chiedere aiuto, ovvero in particolare modo durante gli ultimi mesi dell'anno, il Servizio è stato presente e si è assolutamente sentito accolto e preso in ascolto.Abbiamo infine fatto una riflessione generale su ciò che è di nuovo abbiamo imparato, cercando di concentraci in particolare sugli aspetti positivi che questo periodo drammatico ha comunque sviluppato in noi. Alfredo ad esempio afferma che durante il lock down ha approfittato della situazione per riprendere a correre, sfruttando così uno dei pochi motivi validi per uscire di casa per fare qualcosa di utile per il corpo e la mente. Raffaele, Stefano e Lia, quasi all'unisono dichiarano di aver sfruttato una grande quantità di tempo libero per leggere molto più rispetto a quanto non facessero prima, anche Laura sostiene di aver letto molto e in oltre riferisce di aver incrementato le sue capacità culinarie e sopratutto ad aver imparato ad usare Zoom per restare in contatto con le persone, se pur a distanza. Riccardo afferma di essere felice di aver imparato ad usare questa nuova piattaforma, che consente di poter partecipare a riunioni come questa, anche non essendo presente di persona. Virginia in fine riporta di aver fatto dei piccoli corsi online di inglese e di aver imparato a preparare la pizza in casa con l'aiuto della sua famiglia.

In conclusione possiamo affermare che durante questo complicatissimo anno il Servizio e tutte le componenti che gravitano attorno ad esso, si sono attrezzate al meglio per mantenere un contatto con tutti noi. E' stato un periodo molto complicato per tutti, ma comunque ognuno di noi, è riuscito a tirare e trarre fuori da questa situazione anche qualcosa di nuovo e positivo. Siamo stati messi severamente alla prova e provati da molti punti di vista, ma possiamo dire senza ombra di dubbio che nessuno si è abbattuto, scavando dentro di noi abbiamo trovato le risorse e la forza di volontà necessarie per reagire ed un momento tanto duro e a perseguire piccole conquiste quotidiane, restando tutti uniti.

La Redazione