giovedì 29 giugno 2023

Kiska finalmente è libera

Kiska finalmente è libera

L'orca Kiska catturata giovanissima e rimasta da sola per 44 anni a far ridere i beoti ignoranti che l'andavano a guardare girare in tondo in un'infinito tondo di solitudine o a prendere a testate ripetutamente le pareti della sua prigione, finalmente ha trovato la libertà che tanto ha anelato in questi lunghissimi anni di silenzio.

No, non è stato qualche politico o magnante straricco a farla uscire dal buco dove sopravviveva.

No, non sono state le petizioni della gente che hanno smosso a compassione qualcuno in alto per decidere di liberarla.

No, non sono neanche stati i fratelli cosmici tutti pace e amore a portarla via da quell'incubo dove il non essere umano ce l'aveva messa quarant'anni prima.

No, non aveva attaccato nessun non umano, ferito o morso o strappato gambe o braccia per meritarsi l'ergastolo.

Era stata catturata da piccola e immaginatevi voi, anzi voi senz'anima non potete o non volete saperlo, quale paura o terrore deve aver provato quando non ha più visto o udito le voci dei suoi genitori, sbattuta a destra e a sinistra, afferrata da mani fredde e chissà cos'altro deve aver sofferto.

No, a voi non umani senz'anima non ve ne può frega' de meno.

Ma adesso Kiska ha finalmente riacquistato quella libertà volutamente negata da piccola, finalmente può tornare nelle profondità degli oceani, giocare con i suoi simili e amare come non ha potuto fare per tutti questi lunghissimi anni.

Perché Kiska è ritornata nel persempre, ritrovando i suoi genitori, dove voi miseri senz' anima non andrete mai, dove nessuno le potrà più far male, dove esiste solo l'infinito e infinito amore.

In fondo quello che il senz'anima fa' agli animali è solo il riflesso allo specchio di ciò che fa ai suoi simili...

Alfredo Winter 




lunedì 26 giugno 2023

Poesia nata al tramonto:

il sogno è nel cuore e nella vita, nelle speranze...

il mio sogno 

è di andare sopra un'isola tropicale, 

con spiagge bianche

in Amazzonia.

Letizia Letterori


domenica 18 giugno 2023

Pensierino: uscita in barca

Questa mattina il ritrovo in barca era alle 9 :00 ma sono arrivata 9.15, credevo di essere in
ritardo e che, a causa di questo, mi lasciassero a terra ma invece no, non è accaduto! Ho avuto il privilegio di venire in barca (Sambac) ed è stato bello ed emozionante, dopo tanto tempo dalla mia prima volta  sentivo ancora quella piccola paura, paura di cadere per salire e scendere dall’imbarcazione ma per fortuna, il grande nostro Capo e Noemi, mi hanno aiutato. Siamo andati al largo dove alcuni di noi hanno fatto il bagno, credo cinque persone, e noi altri siamo stati un po' lì, a barca ferma. È stato bello rilassarmi al sole, in barca. Tutta la ciurma ha mangiato una buona pasta al pesto ed io i panini, una pera e dei biscottini senza glutine. Mi ci voleva proprio questa mezza giornata in barca all’aria aperta, con le onde che ci cullavano…. Ricordo che mi sono alzata per andare dall’altra della parte della seduta e, nello spostarmi, ho quasi perso l’equilibrio ma, fortunatamente, Noemi mi ha aiutato, mi ha aiutato anche con la crema solare, sennò mi sarei bruciata le spalle da quanto il sole picchiava. È stato bello vedere il mare che scintillava attorno a noi.


Virginia 


domenica 4 giugno 2023

Sessualità, affettività e diversabilità. La sessualità è di tutti?

La sessualità è una dimensione che appartiene all'essere uomo, comprende alcune estensioni di noi stessi che ci compongono come Persona, queste estensioni ci permettono di svolgere la nostra quotidianità più o meno in armonia e in autonomia. Un’estensione della sessualità è il nostro corpo, che usiamo per esprimere ed esprimerci attraverso il suo movimento. Con il corpo comunichiamo il nostro modo e il nostro senso di sessualità, dimostrandolo con gesti più o meno intensi quello che proviamo, come: un abbraccio al proprio fratello o alla propria sorella, regalare una carezza ad un amico, amica od il bacio al fidanzato o alla fidanzata. La sessualità è un’estensione della nostra modalità di creare relazioni, ci permette di formarle e di coltivarle, attraverso il continuo scambio tra emozioni interne ed esterno dove ognuno matura e vive a proprio modo l’interazione coltivando la relazione, esternando se stessi, attraverso la propria modalità comunicata. Un’altra componente della sessualità è l’emozione, sia la sessualità che l’affettività ci permettono di emozionarci quindi di attivare la nostra parte emotiva più istintiva, le nostre emozioni sono espresse in rituali e gesti affettivi verso chi ha stimolato il nostro senso di cura, il nostro modo di provare e dimostrare affetto e attenzione. La nostra mente è il motore di tutto questo, che ci permette, di attivare, elaborare e rielaborare la nostra parte emotiva e corporea più intima; è anch’essa un’estensione della nostra sessualità. Tutte queste componenti sono intrinseche fra di loro ed in continuo sviluppo.

La sessualità è parte integrante del nostro essere, si insinua nelle nostre emozioni, fa parte del nostro istinto, compone i nostri sentimenti e ci permette di instaurare relazioni, coltivando noi stessi con l’esterno; ci permette di vivere ed essere ciò che siamo, in ogni età della vita, esprimendo il nostro “dentro” più profondo.

Ogni persona, diversabile o non, ha una dimensione sessuale.


Gli studi e la letteratura, sulla sfera emotiva e sessuale rivolta ai diversabili, sono molto recenti.  Prima del 1977, in Italia erano presenti, a livello scolastico nazionale, le classi differenziali che non permettevano hai diversabili di esprimersi e/o sperimentarsi con l’altro sul lato affettivo, relazionale, emotivo, corporeo, mentale e/o di interagire sul lato affettivo-sessuale; per avere un inizio di tutto questo dobbiamo aspettare il 1977, con la nascita dell’insegnante di sostegno e la chiusura delle classi differenziali e, fino al 1990, per la produzione di materiale letterario sul tema “Sessualità, affettività e diversabilità”.


Matteo Schianchi, una persona diversabile, sostiene che agli “handicappati veri” non viene riconosciuta una sessualità ma solo la propria disabilita, spesso nemmeno un sesso, neanche un’identità di persona ma sono solo il marchio dell'handicap. La società fa fatica ad attribuire un ruolo e un identità alle persone diversabili che comprenda le mille sfaccettature che compongono l’essere persona, persona intesa nella sua totalità; all’uomo o alla donna, che possiede una difficoltà visibile di un handicap, ne viene messa in discussione, insieme alla sua identità, anche la sua sfera emotiva, spesso confusa e consolidata come prerequisito di disabilità, paragonando e trattando una persona matura come un eterno bambino, che necessita di tutela, prevenzione e accudimento costante, considerato con l’incapacità di provare e esprimere il suo lato emotivo, affettivo e sessuale, anche in età adulta. Questa eccessiva forma di tutela può essere generata o dalla rete del soggetto a lui molto vicina, come la famiglia con atteggiamenti espressi in una eccessiva forma di protezione, o dallo stereotipo sociale di cui il diversabile non ha bisogno di esprimere il suo lato affettivo – sessuale e, forse, neanche lo possiede. Il rischio nella persona che subisce un’attenzione sbagliata da parte dell’esterno (famiglia, società, istituzioni, barriere architettoniche…)  va in contro ad un impoverimento delle competenze che sono racchiuse nella dimensione sessuale del soggetto, può generare una serie di fattori come: una carenza nella gestione delle relazioni oppure un’incomprensione del proprio mondo emotivo e/o corporeo, privando la persona di crescere ed essere persona, in primis, lui stesso.

Cosa bisogna fare?

Scoprire ed esplorare, con le persone diversabili, queste micro aree della sessualità compreso il mondo affettivo ed emotivo, lasciando da parte gli stereotipi della società e i nostri pregiudizi, riflettendo insieme verso una reciproca consapevolezza di sé, del proprio corpo e del proprio mondo interiore promuovendo nella persona diversabile la progressiva autonomia nella sfera sessuale – affettiva, compreso ciò che ne comporta, anche una possibile perdita, riconoscendogli l'identità di persona. Bisogna costruire insieme riuscendo noi stessi a capire la loro visione del mondo per poterli affiancare e rendere la società meno “diversabile” rispetto alle persone che la compongono e la vivono. 
Avvicinarsi al mondo emotivo, che non è il nostro, implica accettare e riconoscere, l’identità di persona alle persone, anch’essa fosse diversabile, nel quale è compresa la sfera emotiva e sessuale, che  va pensata e sviluppata come una competenza fondamentale dell’individuo, in base alle sue potenzialità e alle sue esigenze, rispettando i tempi e i modi di crescita nelle varie fasi di sviluppo tenendo sempre presente che la sfera sessuale è parte integrante della vita della persona.

Noemi Mariani

Vacanza ad Assisi

Il primo giorno di viaggio, il 29Maggio, siamo arrivati a “Casa di Anna”, una piccola casina dove c’era tutto il necessario per passare una bella vacanza, presso S. Maria degli Angeli. Abbiamo disfatto un le nostre valigie e ci siamo recati, più tardi, alla basilica grande “S. Maria degli Angeli” dove abbiamo visto la chiesa, con un enorme giardino tutto attorno pieno di fiori bellissimi: gerani, rose... fiori curati molte bene da tutti i frati della chiesa. La sera abbiamo cenato in un ristorante a due passi dalla “Casa di Anna” denominato: San Francesco, dove una signora del posto ci ha fatto un dipinto di S. Francesco che apre una porta con due colombe in alto e con un gatto rosso in fondo.
Il secondo giorno, la mattina, siamo andati al “Sacro Tugurio” di S. Francesco; volevamo andare, dopo questa vista, all’Eremo delle Carceri e, per arrivare, dovevamo percorrere un tragitto nel bosco ma il tempo non era dalla nostra parte così siamo andati all’ Abbazia di S. Pietro, bellissima anche se non l’abbiamo visitata all’interno per problemi logistici. Ci siamo diretti alla Chiesa di S. Damiano, il suo  interno era bellissimo.
Successivamente siamo andati alle cascate delle Marmore, mentre ci venivano zampilli d’acqua addosso, mi divertiva vedere le cascate con i suoi getti veloci, un’emozione unica, per fortuna siamo potuti andare fino al piazzale della Ninfea dove c’era un percorso tutto intorno ad un piccolo laghetto pieno di carpe grosse, ninfee e arbusti vari, intorno ad esso, c’erano dei cartelli con le spiegazioni su cosa era presente alla nostra meravigliosa vista.
Il primo Giugno siamo andati sul battello diretti al Lago Trasimeno, dove c’era una coppia con un canino marrone, molto carino, con una striscia bianca sul muso, sedeva a bordo del battello e tremava. Attraccati all’Isola Maggiore abbiamo visitato un sacco di cose: un museo, una chiesa, quattro negozi di souvenir e un percorso sul prato in cui abbiamo visto tre fagiani e due conigli abbastanza grossi.  Abbiamo pranzato sull’isola e giunte le tre del pomeriggio abbiamo ripreso il battello che ci ha riportato sulla terra ferma, prendendo, nel tragitto, anche un po’ di sole.

Il viaggio, la vacanza era finita…Abbiamo preso la macchina per dirigersi verso casa, verso Stagno… è, giù come le cascate nel mio viaggio, è scesa la grandine con chicchi fortissimi che picchiavano sulla strada tanto da vedere poco alla guida, andavamo a passo d’uomo e avevamo paura che la grandine ci rompesse il vetro della macchina e del mio finestrino, che per fortuna non si è rotto. Nel complesso, a parte il brutto tempo, sono riuscita a vedere molte cose e ho fatto molte fotografie, foto nei luoghi di culto e non che, con la mia famiglia, ho visitato.

Virginia