domenica 19 dicembre 2021

Lettera di una madre, caro figlio...


Caro figlio, tu non mi conosci e mai, forse, mi conoscerai; si suole dire che “I figli sono di chi li cresce” e questo è il mio più grande cruccio, il mio più grande rammarico, rimorso, rimpianto perché è la verità, la nostra verità; la genetica corrisponde…per cause e situazioni, in quel momento, né è valsa la tua tutela.

Chissà quale bellissimo senso avresti donato alla mia vita.

Non pensare che per te avrei voluto tutto questo e, se puoi, concedimi almeno tu il beneficio del dubbio, considerato che, per molti, avrei potuto gettarti nell’immondizia, giudicandomi per antonomasia; ti volevo figlio e il sangue sarà l’unica cosa che non potrà separaci o rinnegare il fatto che ti abbia amato.

Un figlio è tutto, siamo tutti figli.

Persuasa e condizionata dall’ inadeguata possibilità del vivere, ho dovuto separarmi da te e solo col dolore.

Certe condizioni, considerazioni e situazioni non si sarebbero fatte strada su di noi, convergendosi in altro, senza niente di tutto questo e forse, tu, ora, saresti stato con me senza accedere ad un percorso di tutela.

Il mondo è sempre più difficile e complicato, devi essere forte.

Se hai un po’ di me, penso proprio di sì, sappi che il tuo cuore non si deve mai arrendere. Ogni genitore, padre, madre, in quel fuggente io, per un figlio è essenziale ed unica finalità donare, donarti, una vita migliore a differenza di quella che io stavo vivendo, farti avere l’aspettativa che meriti per diritto di nascita, in quanto vita nascente, e di dovere, diritti rivolti alla tua crescita, ai tuoi ricordi, al tuo presente e al tuo futuro, per me in quella vita, in quell’oblio, impossibile da assicurarti.

Ti ricordo nove mesi in grembo: i tuoi singhiozzi, e il tuo piacere per la musica, qualche “gobbo” di piedino e manina...

Caro figlio, prendi tutto ciò che ti spetta di appartenenza, vivi con intensità ogni cosa nel suo bene e nel suo male, riscatta sempre te stesso, io sarò sempre con te, nel tuo sangue e questo nessuno potrà mai dissolverlo.

Non giudicarmi, ho provato a non darti la sofferenza, solo quello che tu, figlio mio, meritavi.

 

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