martedì 10 novembre 2020

Lontani dal Covid

 Data astrale 30/31 Ottobre 2020, luogo Isola di Capraia.

A differenza delle altre volte, si parte in gruppi distinti, uno da Livorno con la Sambac e l'altro con la Pipa da Cecina mare, approfittando di un week- end con il tempo clemente.

Il mare è abbastanza piatto e la mancanza quasi totale di vento ci porta ad usare il motore l'equipaggio sulla Pipa, è costituito da cinque persone mentre sulla Sambac da sette persone. Ci prepariamo per tornare a visitare la Capraia e a differenza della scorsa volta si attraccherà dentro il porto.


La partenza da Cecina mare avviene verso le 11:30 dal porto, mentre gli altri erano già partiti un paio d'ore prima e sicuramente arriveranno prima di noi, questa mini crociera ci farà trascorrere delle ore insieme senza pensare allo stress  psicologico del Covid-19. Infatti in barca, in mezzo al mare e lontano da tutti non abbiamo usato la mascherina, naturalmente eravamo tutti negativi al test sierologico fatto alcuni giorni prima.

La traversata è stata molto rilassante e abbiamo passato gran parte del tempo ascoltando musica di vario genere, intervallato con scatti e riprese fotografiche per documentare il tragitto fino all'indomani.

Pranziamo verso le 13:30 abbiamo scorso il resto del pomeriggio a cercare di vedere delfini all'orizzonte, ma la nostra ricerca non da esito positivo, di delfini neanche l'ombra, ma tanti e tanti arbusti e tronchi d'albero: mentre la Sambac ha incrociato alcuni delfini sulla rotta del ritorno.

Il cala sole ci trova in prossimità dell'Isola regalandoci un gioco di luci grazie ad uno splendido tramonto che ci fa vedere la silhouette scura della Capraia, in contro luce contornata da nuvole di vari colori.

Ormeggiamo al porto e raggiungiamo gli altri passando un'oretta a camminare lungo il molo, raccontandoci le nostre impressioni in base al viaggio prima di cenare tutti insieme sulla Sambac e dopo alcuni di noi hanno raggiunto il Forte per osservare la Via Lattea, ma con la luna già alta nel cielo non era possibile guardarla o fotografarla a causa del chiarore prodotto da essa.

La notte sulla Pipa, non è trascorsa serenamente a causa di alcuni imprevisti non risolvibili sul momento, la mattina seguente ci siamo alati intorno alle sette e dopo una ricca colazione abbiamo passeggiato per il molo raggiungendo l'altra barca ormeggiata dall'altra parte del porto per vedere se gli altri erano già svegli: vedendo che non tutti erano disposti ad alzarsi abbiamo raggiunto il paese alto per comprare un dolce in quanto era il compleanno di una persona dell'equipaggio.

A metà mattina siamo salpati dividendoci nuovamente per tornare chi a Cecina mare, chi a Livorno.

Le impressioni e le condivisioni riportate da questa mini crociera avvenuta, è stata successivamente descritta da alcuni di noi il giorno dopo quando siamo tornati in Associazione.

Lia; la new entry ha riferito con meraviglia il viaggio in cui si è dovuta confrontare con persone diverse che non conosceva; ha espresso che con i ricordi è tornata indietro di quarant'anni e ha avuto sensazioni indescrivibili e piacevoli, si è trovata bene con gli skipper, il mare gli è parso splendido riferendoci che non sarebbe voluta più tornare indietro. L'unico aspetto negativo sono stati i bagni che dovevano essere stati suddivisi per sesso, donne con donne e uomini con uomini in modo da non creare promiscuità.

Heaven, narra che per lui era la prima volta che saliva su una barca a vela e inizialmente aveva un pò di paura, perché non ea abituato al mare aperto e ha passato parte del viaggio iniziale aggrappato alla cima di poppa e con il trascorrere del tempo ha preso più confidenza sia con la barca, sia con le persone intorno trovando modo di scherzare per ingannare il tempo e alla fine è riuscito anche a riposare la notte sciogliendo un pò i nervi tesi dalla traversata. Anche per lui l'aspetto negativo sono stati i bagni.

Swami, è stata la mia prima esperienza in assoluto con la barca ed ero molto titubante, perché non sapevo cosa poteva aspettarmi, ma ho cercato di affrontare questo problema in maniera positiva. Durante la navigazione la barca si è inclinata da un lato e ho avuto paura che si ribaltasse, ma mi è stato spiegato che era un fatto dovuto al vento sulla vela e questo mi ha rassicurata. Partecipare e condividere la cena tutti insieme è stato un momento molto intimo dove ho avuto piacere stare con gli altri dell'equipaggio e non ho trovato aspetti negativi.

Stefano, è stata una crociera per me positiva in quanto mi ha fatto staccare dal quotidiano permettendomi di conoscere i miei limiti, mi è piaciuto condividere quest'esperienza con gli altri specialmente sul molo quando insieme alle altre persone ci siamo confrontati sulle nostre incertezze quotidiane. Avrei voluto che durasse di più.

Alfredo, non ero mai stato sulla Pipa ed è stata un'esperienza interessante e piacevole, perché questa barca è molto più piccola delle altre; il mio rapporto con il mare è di odio e amore, perché ho sempre avuto fin da piccolo paura della profondità anche se ne rimango sempre affascinato per la sua estensione. Riguardo alla navigazione non ho problemi di sorta in quanto non soffro il mal di mare e spesso mi estraneo non per fare il superbo, ma per entrare in sintonia con i due grandi blue, il mare e il cielo sopra di noi. Infatti mi piace spaziare con i pensieri, è come se dovessi confrontare me stesso ad uno specchio e mi perdo con la mente che lascio entrare in contatto con la mia anima. Di aspetti non positivi solo la mancanza di privacy, vedi per esempio il bagno senza porte.

                                                                                                                                               Alfredo e Sara

venerdì 30 ottobre 2020

Teatro del Silenzio. Non una semplice gita..ma qualcosa in più!

Siamo andati a vistare il teatro del silenzio che si trova a Lajatico teatro fortemente voluto da Andrea Bocelli e inaugurato nel luglio del 2006. 

Il teatro ospita una istallazione differente, che fa da scenografia al concerto, che si tiene una volta soltanto all'anno ed è proprio per per questo viene chiamato così "teatro del silenzio", poiché durante tutto il resto del tempo è silenzioso. Ogni edizione ha un titolo che vuole esprimere un messaggio e l'istallazione/opera che viene esposta come scenografia del teatro ogni ha l' obiettivo di generare una riflessione.  

Quest'anno il concerto è stato rinviato al prossimo anno, causa covid-19, ma hanno voluto lasciare l'istallazione creata per il concerto 2019 e renderla accessibile per le visite. L'opera , che rimarrà installata fino al giugno del 2020, è alta 15 metri composta da più di 350 facce unite da 206 metri lineari di saldatura ed è stata appunto scenografia e simbolo del concerto Ali di Libertà di Andrea Bocelli. 

L'istallazione rappresenta un uomo alato, statua denominata "Gabriel" di Daniele Basso, ci ricorda che tutti noi possiamo volare liberi oltre le paure. E' un invito a vivere da protagonisti la nostra vita, oltre i limiti dei fatti, nella potenza delle nostre scelte. 

L'autore spiega che le pieghe son l'espressione fisica del cambiamento del movimento della vita. Espressione di quella precisa interpretazione di se, dove nello specchio, tutti noi ci riconosciamo protagonisti, uniti nella consapevolezza che la nostra felicità non dipende dagli eventi che ci accadono, ma da come reagiamo ad essi. 

Abbiamo visitato questo luogo che ci ha ispirato per fare un lavoro su di noi, abbiamo riflettuto sul senso che l'artista ha voluto esprimere.

Francesco ha portato con se la telecamera, si è attrezzato per poter filmare e poter portare del materiale video su cui lavorare in associazione per poter creare dei bei montaggi. Serena, Simone e Antonio si dedicano alle emozioni in maniera differente da Francesco: non con video e foto, ma con uno scritto che vuole esprimere qualcosa. Eccolo!

Simone alla partenza dice di sentirsi abbastanza bene, era curioso di andare a vedere il luogo di cui avevano parlato in alcuni incontri fatti in associazione per programmare proprio questa uscita.

Si era svegliato non bene, solitamente la mattina presto in associazione non si sente mai un granché, dice di dormire male e quando si sveglia si sente un pò scombussolato. 

"Devo adattarmi al giorno perché durante la notte si amplificano le mie paranoie e quando mi sveglio sono stanco, molto stanco ma nel corso della giornata...come nel corso della mia vita, del resto..le tengo più a bada: come un motorino ingolfato che deve prendere i giri, il mio cervello deve elaborare. Non ero carico, ma piano piano mi sono ripreso". 

Antonio invece dice subito di sentirsi molto ansioso...sopratutto in macchina!Anche a lui la mattina  succede spesso: si sente in uno stato ansioso!Non era preoccupato per andare a vedere questo luogo, ma si sentiva così! 

Dopo un viaggio di circa un ora e mezzo, a Simone non arriva nessuna sensazione : vedere questo luogo, in effetti così bello e magico dice...di nuovo Simone "non mi ha catturato subito, a parte il bisogno impellente di fare la pipì, mi sono sentito assente, con una certa apatia. Le emozioni non mi hanno travolto fin da subito, ma in effetti dovrebbe succedere così, ma non mi sento quasi mai....in questo periodo, emozionato per qualcosa, mi sento nella piattezza totale e ....sono anche uno che cerca sempre emozioni forti!!!.. non sentirle per me è triste...ho imparato a conviverci, ma non è bello!".

In associazione, questa condizione di Simone sembra toccare molti , creando subito un dibattito. Infatti Sara dichiara di avere sensazioni simili ed aggiunge un bell'elogio a Simone "penso che tu sia molto coraggioso, esprimendo quello che hai dentro con semplicità. Con questa sensazione, di apatia che ti tocca, riesci ad avvicinarti allo stato d'animo del prossimo, esprimendo in maniera perfetta le tue emozioni... portano molto di quello che hai dentro e che ritrovo su di me!"

Antonio dopo una pennichella durante il viaggio, appena arrivato si è sentito finalmente bene. 

Ha respirato aria buona! Anche se dare un significato a quello che vede e che sente per lui è difficile! 

"C'era molto silenzio, il teatro DEL SILENZIO...si, c'era tanto silenzio....era ridondante! Immagino come sarebbe stato partecipare al concerto e ascoltare la musica e chissà come sarebbe stato questo luogo durante la rappresentazione!"

Il silenzio lo ha catturato...e ad Antonio piace il silenzio "....sto sempre zitto!" : si è sentito in pace, bene, sereno e accolto!

 Sotto il palco si apre una distesa, un bel prato (la platea) che è stato cosparso da molte bandierine. Tornati in associazione è stato ricercato il significato di quella moltitudine di bandiere. Sono 209 bandierine, che rappresentano l'assenza dovuta durante il periodo del covid-19 e l'impossibilità di non aver potuto realizzare il concerto in quel teatro "così oggi silenzioso". 

A Simone sono sembrate un cimitero nel quale ogni bandierina poteva rappresentare la nazionalità della persona morta, mentre Antonio afferma che tutte quelle bandierine, gli sono sembrate la presenza degli uomini, persone da tutto il mondo (lui le vede vive!).

Al centro dell'anfiteatro, sul palco ecco l'installazione enorme di acciaio inox, che ci ha invogliato ed incuriosito a voler visitare questo luogo!



Guardandola sono emerse emozioni passate d'Antonio : "ho pensato al metallo dell'istallazione, non è una lega...è acciaio inox. Avrei voluto avvicinarmi moltissimo <all'uomo alato>  per capire come era fatto e come era stato creato, ma purtroppo c'era quel laghetto tutto intorno che me lo impediva. 
Ho pensato fortemente alla mia vecchia professione,al mio lavoro! Posso dire perfettamente la struttura chimica dell'acciaio, con cui è stato fatto.. lo fanno in fusione. 
Sono stato tanti anni a lavorare alla CMF e prima di entrare lì ho fatto un corso di formazione, durato 6 mesi...mi sono venuti in mente tanti momenti del mio lavoro. 
La statua è stata un flash back, ero curioso di andare a vedere tutte le saldature: quello è il mio lavoro...questo mi piace più di tutti!!!
Lo ricordo con rammarico....se potessi farei un tirocinio oggi, in un'azienda di saldatori e so che mi prenderebbero subito!E' il mio lavoro!!!Mi è tornata voglia di lavorare, diciamo che è tanto che ho questa voglia....si potrebbe fare qualcosa in questo senso, ma intanto ho 2 processi da passare. 
La legge va molto lenta e le sue procedure sono lunghe e questo mi mette molta ansia. 
Quando siamo arrivati, questo luogo mi ha fatto stare bene, perché mi ha ricordato con passione i momenti che ho passato lì, sul mio posto di lavoro e ho avuto delle bellissime sensazioni! 
Ho pensato che anch'io avrei potuto benissimo contribuire alla creazione di quella "statua"nella sua composizione!!".

A Simone questa istallazione (finalmente) ha dato un certo slancio: "quest'opera mi ha fatto sognare, anch'io costruisco istallazioni, per me è stato bello osservare, vedere quest'opera che comunque mi ha stimolato e chi ha ispirato la creazione di qualcosa. Anche se, in realtà, mi sento impotente e scarso per fare quello che vorrei veramente, ho la terza media e non so creare le cose che vorrei!

Vorrei far fare alle mie creazioni quello che immagino! Tecnicamente non riesco a fare quello che voglio costruire. Ma ci provo con tutto me stesso!! 

Vorrei studiare per questo, ma pensare di dover fare un laboratorio per poter provare ad imparare, mi mette molta ansia e non so se ce la farei!  Io quando c'ho l'ansia, sembro un ebete.. perché mi blocco e mi vengono molti "film in testa" nei momenti più sbagliati! Devo riuscire a staccare da questi pensieri e concentrarmi! 

Tempo fa sono andato a visitare una fiera e lì ho trovato un volantino che sponsorizzava un laboratorio di "costruzioni robotiche"che mi potrebbe interessare...oggi forse ci potrei fare un pensierino!"

Oggi abbiamo provato a raccontare la nostra uscita: 

non una semplice gita, ma un lavoro che ha aiutato da ascoltare le nostre emozioni!




martedì 22 settembre 2020

Nessun luogo è lontano

 Data astrale 18 Settembre 2020.

Ormai abbiamo deciso che dobbiamo andare, partire, affrontare, lasciar andare qualcosa, abbassare le difese solo così possiamo assaporare il piacere di condividere e vivere tutti unitamente questa esperienza con i nostri compagni di viaggio afferrando la vita e accompagnandola per mano.

Durante la traversata, sono stati visti un paio di delfini, ma non siamo riusciti a riprenderli, causa la lontananza della barca e del crepuscolo che avanzava.


Sono le 23,00 e contrariamente a quanto previsto e programmato non è stato possibile ormeggiare in porto a causa dei posti barca esauriti; abbiamo quindi deciso di deviare per la Cala del Moreto, dove si è gettata l'ancora per passarci la notte. A causa del mancato attracco al porto di Marina di Capraia, non siamo potuti scendere a terra per fare le foto al cielo notturno, quindi si è solo potuto osservarle dalla Cala mentre il dondolio del mare ci cullava.

Questo meraviglioso panorama è stato più volte percorso da stelle cadenti; durante l'osservazione del cielo stellato, c'è stata un pò di spiegazione di geografia astronomica come per esempio saper riconoscere il polo Nord con l'aiuto delle costellazioni, è stato anche descritto come distinguere l'età di una stella dal loro colore, quelle più giovani hanno un colore bianco celeste, mentre quelle più vecchie sono giallo rossastro e come identificare un pianeta da una stella.

Abbiamo cenato con fagioli e wurstel apprezzati da tutti quanti noi, anche se qualcuno poi ha avuto un pò di mal di mare: pensierino della sera " che bello stare senza zanzare "e accompagnati da un'altro pensiero che ci passava nella mente....

 " chissà domani come sarà il famigerato sentiero dello Zenobito? ".  

Battutina serale, alcuni di noi hanno lasciato una lettera testamento in caso di decesso durante il percorso.

La notte è passata abbastanza tranquilla e la mattina seguente ci siamo svegliati di buon grado, pronti ad affrontare questo nuovo traguardo che metterà in risalto la nostra volontà di arrivare fino in fondo.

Sbarcati sulla spiaggetta sassosa della Cala, si è presentato davanti ai nostri occhi il percorso parecchio


accidentato, che noi abbiamo subito ribattezzato " la Mulattiera " o " il sentiero delle capre tibetane " a causa dell 'impervia salita iniziale.

Questo fuoripista non segnalato, ci ha causato qualche problema, come per esempio non riconoscere il viottolo segnato qualche settimana prima per facilitarci a noi il percorso e questo malinteso ci ha rallentato di circa un'ora sulla tabella di marcia. 

Da notare dopo circa due ore e mezza di salita, la tenacia delle persone che nonostante l'evidente fatica causata da un sentiero scosceso, non si sono demoralizzate tanto meno abbattute, anche se col passare dei minuti, il gruppo ha subito una specie di divisione, una separazione di qualche decina di metri, che durante il percorso si sono più volte riuniti.


Per raggiungere la meta finale, il Porto, dove ci attendeva la nostra Sambac, abbiamo sofferto specialmente nell'ultima ora, alcuni problemi fisici legati al fatto che eravamo in marcia da più di cinque ore sotto il sole: alcuni di noi hanno denunciato dei crampi alle gambe e di affaticamento generale, compensato però alla fine di vedere il paese ormai vicino e la sosta ristoratrice ad un bar del paese ci ha rimesso il sorriso sulle labbra.

Una volta saliti in barca abbiamo ripreso la rotta per Livorno e verso la fine del viaggio, è calato al vedere il porto, una sorta di silenzio tra di noi, probabilmente ognuno ripensava alla crociera appena finita e come sarebbe stato il rientro per ognuno di noi.

Ultimo pensierino prima di rientrare a Livorno, durante il tragitto di ritorno; abbastanza stanchi dopo essere stati provati da quasi sette ore del sentiero-mulattiera, chi con i piedi doloranti, chi con le gambe


un pò molli, chi con un ginocchio sbucciato da una caduta, rientriamo a casa con un esperienza in più, un altro traguardo raggiunto anche se stavolta la fatica si è fatta sentire, con dentro di se l'idea di aver raggiunto interiormente una bella vittoria morale, essere arrivati tutti quanti in fondo all'avventura, ognuno portandosi dietro un bagaglio di emozioni e di paure, stemperate durante il cammino ogni qual volta ci si fermava a riprendere fiato, guardandoci in faccia e mentalmente dicendoci, "forza che ce la facciamo".

Alfredo e Sara

lunedì 21 settembre 2020

Una fantastica giornata in mare

Eravamo: il Pini, l'aiutante Giorgio, Fabrizio e una ragazza nuova che si chiama Bianca Maria. Sono arrivata al molo di Livorno alle 13 non sapendo quale fosse la barca e quindi ho chiamato il grande capo, ero ansiosa di partire e di staccare dalla routine  quotidiana e familiare. Inizialmente avevo paura di cadere in acqua dopo essere stata tanto tempo senza salirci, l'ultima volta ero salita con due ragazze della mediterraneo: Sabrina e Marina. Ho attraversato, per salire, sopra un asta di legno appoggiata alla barca e alla banchina dove sotto di essa si trovava il gommone, incredibilmente ce l'ho fatta ma, per muovermi, mi muovevo col culo; infatti mi sono un pò incrociata la gamba e l'altra l'ho allungata.

Appena partiti, invece di rilassarmi, mi è venuto il mal di testa a causa di una ragazza che mi parlava come fosse una radiolina...è stata tutto il tempo a parlare. In barca sono stata bene a parte la paura di sbilanciarmi, perché in barca non esiste lo schienale su cui appoggiarsi. Provavo ad andare indietro e non c'era niente su cui appoggiarmi e infatti mi reggevo agli oggetti presenti in barca per non cadere, in oltre questa ragazza chiacchierona mi mandava nel panico nel fare le cose come togliere la maglietta ma lei me la tirava indietro e via dicendo. Il nostro capo, Paolo Pini, visto che non ero mai scesa sotto coperta mi ha accompagnato, assieme alla nuova ragazza, ed ho scoperto che è abbastanza grande visto che c'è all'interno: un fornellino, un mini-frigo, delle brandine per riposare o andare a letto e un bagno 

piccolo per far i bisogni. Per scendere ci sono cinque o sei scalini tutti ripidi ed io mi reggevo al Pini e alla scala, avevo le gambe rigide che per me, che non ho le gambe buone, lo sforzo da fare è maggiore. Spero di tornare in barca per starci tre o quattro ore come Venerdì scorso, possibilmente senza farmi salire il mal di testa ma in crociera non posso andare per via delle mie gambe. Su un muretto, all'entrata del porto, abbiamo visto la statua della Madonna del mare e ci abbiamo girato intorno. Il viaggio mi é piaciuto abbastanza anche se è stato breve e siamo andati solo a motore senza vela. Spero presto in una nuova avventura in mare.

Virginia Gasperini.

giovedì 17 settembre 2020

Impressioni di Settembre

 Eccoci dunque ad una nuova, seppur breve, avventura sul " grand Bleu ", dove saranno uniti il mare, con il suo viaggio e la terra, con il sentiero dello Zenobito, che attraversa tutta l'isola della Capraia.

E come tutte le volte che si riempie una borsa di oggetti personali preparandoci ad affrontare un nuovo viaggio, anche questa volta metterò nel borsone un pò di esperienza in più, un pò di sudore in più, un pò di nuovi stimoli che mi permetteranno di vivere questa crociera in barca con un nuovo entusiasmo e  con nuovi traguardi da raggiungere, con un sorriso e una goccia di sudore.

Sono pronto dunque ad affrontare questa nuova sfida insieme ai miei compagni di viaggio che dovranno sopportare questo mio carattere, a volte pure insopportabile pure a me, a volte fin troppo tranquillo, ma è caratteristica del mio segno, lo Scorpione, avere questa dualità, nel bene o nel male, anche se tutto è in effetti, molto relativo.

L'attesa del viaggio, la preparazione della borsa, il ricordarsi di mettere dentro tutto quello che ti può servire, dal cambio alla macchina fotografica, per me è un rituale che preparo almeno un giorno prima e che poi puntualmente, nel corso delle ore, la borsa la riapro e ricontrollo maniacalmente se ho messo tutto dentro, sempre con quel sottile sentore di aver dimenticato qualcosa.

di seguito l'attesa al Molo Mediceo degli altri compagni di avventura, stempera in me, la tensione che accumulo durante le ore precedenti alla partenza, vedendo nella Sambac, una fuga dai problemi quotidiani.

E come per magia, la passerella di legno che faccio per salire a bordo della barca, è come un interruttore che mi stacca la corrente dei pensieri che accumulo durante l'arco della giornata; salirci sopra mi sgombra dalla mente i pensieri, i problemi e i dubbi che mi porto quotidianamente dietro.

La vela spiegata, quando la brezza del vento lo permette, è per me come se la mia mente si aprisse improvvisamente e diventasse tutt'uno con l'imbarcazione, con le onde che si infrangano sulla chiglia della barca che corre verso il grande blù.


Libera, dalla catena che la teneva ormeggiata nel porto, come la barca, la mia mente, i miei pensieri corrono liberi sul mare e metaforicamente la mia anima si fonde con i due grandi blù, il mare e il cielo infinito.

Naturalmente ci sono altri momenti di condivisione, come lo scambiarci le opinioni della crociera, il preparare il pranzo o la cena con le altre persone intorno ai fornelli, l'uscita serale, quando dopo aver attraccato la Sambac nel porto, si esce insieme per condividere un caffè o un gelato e per altri andare a trovare un luogo appartato e buio dove ammirare l'immensità del cielo sopra le nostre teste.

E le giornate scorrono veloci come i nostri pensieri, ti godi il tramonto cenando fuori sulla plancia della barca o se sei mattiniero come lo sono io, ti alzi a vedere l'alba che sul mare è sempre una cosa spettacolare, passi la mattina che è un soffio e ti ritrovi il pomeriggio, come succede a me, a pisolare un quarto d'ora sulla tua brandina, cullato dal moto delle onde mentre magari si va verso una nuova destinazione.

E quando è il momento di rientrare e incominci ad intravedere sulla costa le case e i posti che ti sono familiari, ti assale sempre un momento particolare di nostalgia, pensi che quei giorni sono passati lievi e veloci come il vento sulla vela, guardi la tua borsona, il volto delle altre persone e infine ti giri ad osservare per l'ultima volta la scia bianca della barca che traccia sul mare, ma in fondo ringrazi, il tuo Dio o altro ancora per aver passato in serenità questi momenti che vorresti non finissero mai. 

Alfredo.



           

giovedì 10 settembre 2020

La Smielatura presso Montioni del 22 Agosto 2020

Venerdì 21 Agosto 2020, un gruppo di persone autogestite sono partite da Livorno con il treno per Campiglia Marittima e sul posto hanno trovato il furgone della Salute Mentale di Montioni che l'attendeva per portarli a destinazione.
Invece il giorno dopo, un paio di persone autogestite hanno raggiunto autonomamente il luogo con il proprio mezzo.

Il gruppo di persone che sono arrivate venerdì pomeriggio, hanno ricevuto una bella impressione da parte delle persone del posto, vedi Ania, Lorenza, Giuliana e il cuoco Fabrizio e hanno cenato insieme nel salone del Palazzo del Vigna, trovando in queste persone, non solo calore ma anche uno scambio reciproco di forti emozioni.
Dopo cena, davanti al palazzo a parlare allegramente tra di noi, di vari argomenti, contemplando un cielo stellato incredibilmente bello, tanto da vedere la Via Lattea!

La mattina dopo, verso le ore dieci, sono arrivate altre persone, compreso un vecchio utente dell'Associazione Mediterraneo, Paolo Morrone, con seguito di chitarra.
La mattinata è proseguita con l'arrivo di molte altre persone esterne di varie associazioni e strutture, che hanno preso posto a sedere sotto il pergolato, prima che iniziasse la dimostrazione di come l'apicultore deve gestire api ed arnie, oltre naturalmente alla presentazione di vari attrezzi che servivano all'estrazione del miele dalle arnie.

E' stata un esperienza molto interessante, dovuta anche alla bravura di chi spiegava cosa succedeva nelle varie fasi della lavorazione del miele, oltre a raccontarci la funzione vitale delle api, dalla nascita, la loro riproduzione fino alla loro morte, come impollinatrici per eccellenza.

Dopo la spiegazione verbale, siamo passati nel laboratorio, dov'è avvenuta la funzione pratica, con tutti gli strumenti appositi, della smielatura; qui hanno fatto la dimostrazione di come separare miele e cera dai telaini dei melari con uno strumento particolare che ricordava molto una forchetta o un pettine a piu denti.
Successivamente è stato fatto trovare a chi desiderava, l'esperienza di estrarre o rimuovere il miele dai loro telai e dalla cera in eccesso, cosa che ha avuto la partecipazione con entusiasmo sia di bambini che di persone adulte.

E' stata un esperienza molto interessante e nuova, che non si ripete certamente ogni giorno e per quello apprezzata molto dalle persone coinvolte; dopo tale operazione di spremitura, c'è stato il ricco buffet sotto il pergolato, preparato con gran cura e molto variegato dalle persone del Palazzo della Vigna.



Alfredo e Sara. F.

venerdì 21 agosto 2020

Punti di vista dopo la visione del film "Pina"


Durante l'attività di redazione, che svolgiamo in associazione ci è stato proposto la visione del film documentario sulla vita di Pina Bausch . Oggi qui sotto riportiamo alcune nostre impressioni e punti di vista rispetto a questo film.



Alfredo;

Dunque,premetto che pur essendo un insegnante di Arte e Immagine, quindi a contatto con l'arte nei suoi vari significati ed esempi, l'arte della danza e del balletto non mi porta particolari emozioni come invece me li può dare la visione di un quadro o di un affresco.

Pur con questo limite personale, devo ammettere che la visione della biografia di Pina, mi ha coinvolto in alcuni momenti del film, come per esempio, la scena dell'enorme masso posto sul palcoscenico, dove le persone gli scagliavano contro secchiate d'acqua e ancor più, il film dove viene rappresentato un balletto all'interno di un bosco, in una struttura completamente costruita di vetrate trasparenti. 

Questa scena mi ha dato un senso di relax, di armonia con la natura che si vedeva attraverso queste enormi vetrate trasparenti; il resto del film sulla biografia dell'autrice mi ha lasciato un pò nel dubbio, per il semplice motivo che non riuscivo a comprendere il senso di determinate scene e pose e atteggiamenti che gli attori esprimevano.

Questa mia non conoscenza di determinate pose o movimenti durante questi balletti, non mi ha fatto comprendere a pieno il significato che probabilmente voleva esprimere l'autrice del balletto. 

Virginia;

Il video di Pina Bauch mi trasmetteva: una dolcezza, un'eleganza e un'armoniosità in alcuni movimenti ma è così che l'insegnante Pina esprime la propria danza. Per me, la scena con il vestito rosso era molto forte, che era all'interno di un gruppo di ragazze piene di terra, dove una delle danzatrice si nascondeva in mezzo e tramite una forza dall'alto la spingeva fuori per danzare con un ragazzo al centro che la attendeva formando movimenti armonici e fluidi con le braccia anche se mi sembrava impaurita da qualcosa. A me è piaciuto anche il "gioco della fiducia" basato su entrambe le persone ed era proprio un abbandonarsi all'altro e sentirsi in una fiducia reciproca. La rappresentazione delle quattro stagioni dove abbiamo trovato: l'inverno con le braccia piegate, unite a se, molto vicine e con i pugni chiusi, l'autunno che era come una C con le mani che oscillavano, la primavera la quale erano aperte di lato hai fianchi formando un ricciolo con le mani e l'estate che vedeva le mani come un formarsi di onde del mare.

Questa danza anche se non è il mio genere  mi esprimeva un senso di protezione di qualcosa di fragile e delicato come una pianta rampicante come l'edera che nasce e germoglia pian piano su di un canneto oppure di un cucciolo che ha bisogno di cure e c'erano anche certe figure che presentavano con le mani delle immagini come la luna e il sole dove venivano rappresentati anch'essi con le braccia con movimenti simili alla realtà.

Sara

Il contenuto che riguarda la sua biografia, mi ha trasmesso molti sentimenti e molte sensazioni . 

Riesco ad esprimerle con un poema che descrive le virtù di cui mi rifletto:

L'unicità delle vesti in umili emozioni, 

sensazioni fragilità, debolezze e spaccature 

che raffigurano un insieme di bellezze 

di cui  l'essere umano è costituito 


che lo rendono vivo e dei punti apparentemente invisibili 

associandoli alle virtù della memoria più recognita. 

Il ritrovo dell'eternità integrata in un entità autentica.

Amor Divino, emblema dell'amore mistico,

Dominio di Se Stessi, capacità dell'intelletto umano 


che è in grado di controllare l'istinto ed elevarsi, 

Educazione, comprensione ed espressione 

in un linguaggio universale del problema Morale, 

Liberalità, Generosità ed equilibrio, 

indice di Forza e Temperanza, 

Zelo della Ragione, Lume che allontana l'eresia, la pazzia, il male.

Soavità del giogo coniugale, 

simbolo dell'amore profondo anche visto nel profano, 

Sincerità, simboleggia la fedeltà e la purezza nel rapporto matrimoniale,

Pudicizia una morte precoce,

andata via presto

che provoca grande tormento e dolore;

Disinganno, 

come l'abbandono ad una vita avventurosa, sconsiderata e non coordinata e ordinata,

libera dal mondano... 

Ciò mi fa comprendere, 

concepire, 

in senso sia critico che comico, 

del tortuoso cammino 

nel trovare ancora la perfezione.