lunedì 24 febbraio 2014

Ritorno dal futuro parte III (Back to the future part III)



Il film di Robert Zemeckis: “Ritorno dal Futuro parte III” (Back to the Future part IIII) del  1990 è l’ultimo pargolo della fortunata trilogia, di cui il secondo è il meno felice.
Mai il film talvolta ansimante, la crepitante e sontuosa ricetta di Zemeckis, si fa sentire pesante in molti dei suoi punti contorti, in un montaggio che ha si dell’onirico, gravato però da situazioni spesso incomprensibili.
Il regista è chiaramente da un’altra parte. Gli studi prestigiosi e la frequenza di una tra le più importanti scuole di cinema d’America, la University of Southern California, l’amicizia di grandi personalità del mondo della letteratura, del cinema e della musica creeranno una miscela veramente esplosiva per il giovane.
Fin dai suoi esordi egli sviluppò quella solare inquietudine che ben presto prese tutti i sunti di un viaggio, non solo interiore e del viaggio sicuramente operò come metafora per tutta la sua vita.
Con tutte le innovazioni che stavano invadendo il mondo del cinema e con le più meticolose tecnologie egli rivestì i sogni trasparenti di tempi arcani, perduti, sepolti sotto la polvere di soli e ricordi. E così si osservano i propri limiti, la codardia di un io che non vuole tacere, travestendosi di inganni tenebrosi, pur di tener sotto controllo l’ego e la creazione. Eppure Zemeckis sapeva dell’inganno del tempo, di cui riconobbe la natura illusoria e serpentina ed il tempo fratturò le sue opere, scavalcando ieri, l’oggi e il domani. Contro la legge parmenidea egli sostenne la realtà del non essere, contrapposta a quella dell’essere, entrambi però nient’altro che inganni fatali. Egli colse accettando l’equivoco anche dell’altro e dell’oltre, del sensibile, dell’immanente e del trascendente, ma non coniugò voci di religione inchinandosi invece alla spiritualità sublime, alla legge di Ananke, la legge , della necessità che tutto governa. All’eroe.
In questa conturbante dimensione egli soggiornava coltivando estatiche fantasie e la fantasia si sposò con quelle metodologie di ripresa che avevano fatto il loro ingresso nell’agone verso la fine degli anni ’80, quando si comprese il valore del digitale nella creazione degli effetti speciali.
La originalità di Zemeckis sta nell’ aver indagato quanto potevano essere spostate più in là le frontiere del cinema d’animazione, introducendo una tecnologia in grado di creare nuove forme e modalità di vita. A 360 gradi utilizzò la “motion capture” che da Zemeckis in poi prese il nome di “performance capture”, preservando movimenti e recitazione dell’attore fornendo un rivestimento digitale al medesimo, seguendolo  nelle sue maschere interpretative. Il Blu Screen e il Green Screen, basi del Croma- key, con le innovative soluzioni in 3 D IMAX, ampliavano e completavano le prospettive del Digital Play, non solo in fase di Post Produzione, ma anche in tempo reale.

Zemeckis si concesse il lusso di poter scegliere o abbinare il cinema on the road and studios a quello virtuale. Il suo Carusell di luci e colori scandiva l’ultimo rintocco di mezzanotte. Ma il regista pur incline a sollevar la magica scarpina di cristallo, illuminerà il cielo con le mille diafane presenze di una proiezione di stelle. Laddove il sogno di Dio e degli uomini si incontreranno, per la creazione di esseri senza peccato o colpa originaria.


Rassegna Cinematografica presso
Associazione Mediterraneo
Giovedì 27 febbraio ore 15.30

Ritorno al Futuro III
Back to the Future III

movie 1985 di R. Zemeckis

Settembre 2013...back to Norwey

di Simona Vannozzi

Era un venerdì di un Settembre ancora caldo, sembrava di essere in estate e finalmente in tarda mattinata, io e gli altri dell’associazione ci siamo avventurati per un lunghissimo viaggio: la Norvegia.
Siamo partiti con tre furgoni di cui uno dell’associazione di Piombino, e la jeep di Paolo, per un viaggio durato due giorni per arrivare a destinazione. Arrivati in Danimarca ci siamo imbarcati per arrivare in Norvegia, con la nave in un tragitto durato circa tre ore. Io ero spensierata e soddisfatta di essere ritornata per la seconda volta in questo paese meraviglioso, in quei giorni pieni di entusiasmo da dividere con gli altri utenti norvegesi e italiani e qualche operatore, mi sono calata in un mondo nuovo.
Le sensazioni più belle sono state condivise con le studentesse norvegesi di circa 15/17 anni, esse molto autonome, attivissime, piene di carisma le quali si confrontavano ottimamente con gli adulti.
Le attività svolte in quei giorni tipo kayak, bicicletta e trekking sono state condivise con le studentesse.
Lo straordinario percorso in kayak attraversato il lago, tra la natura inconfondibile, paesaggi e immagini
inverosimili, la camminata trekking è stata un percorso tortuoso e ripido ma soprattutto fangoso, in cui io mi sono sporcata i pantaloni ed inzuppata nel fango le scarpe, ma arrivata in vetta.
Il panorama che si ammirava da là su era strepitoso: tra alberi infiniti e montagne mozzafiato tra il blu del cielo ed il bianco/grigio delle nuvole. Una caratteristica di quella giornata è stata di aver mangiato una pasta di pane norvegese, con un bellissimo fuoco accesso in cui ognuno si preparava un rametto di albero ci arrotolava la pasta di pane, e si abbrustoliva il suo spiedino. La cosa più bella ed emozionante e soprattutto una prova di coraggio per me, è stata il Parco Avventura. Delusa e sconfitta perché in un parco simile vicino alla mia città, Livorno, mi avevano squalificato dopo la prova di partenza non risultando idonea. In Norvegia ho dato il meglio di me con la paura ma la tenacia di riuscire ad arrivare all’obiettivo, mi sono arrampicata tra corde e strumenti di legno, barricata tra l’attrezzatura di sostegno di sicurezza, con l’aiuto di Angelo il quale mi consigliava cosa fare e mi faceva passare la paura. Mentre il dottor Pini mi riprendeva con la telecamera e mi incoraggiava. Forza Simona fai veder chi sei!
Ma la cosa più  avventurosa è stata quella di aver attraversato il lago da una parte all’altra, solo attaccata al filo con la corda appesa e sostenersi con le mani e lanciarsi nel vuoto, pure in quel momento ci sono le riprese di Paolo, con l’acqua che mi attendeva di sotto. Un'altra cosa molto emozionante è stato il giorno in cui ci hanno portato in un peschereccio lungo il mare della Norvegia, siamo stati tutto il giorno a goderci i bellissimi panorami lungo la costa e nonostante il freddo volevo che quel giorno non finisse mai. La cosa più emozionante è stata quello di aver pescato. I norvegesi ci hanno dato delle canne da pesca e diverse persone hanno preso il pesce, quello più bravo è stato Angelo il quale è riuscito a pescare tantissimi pesci, un bel pescione è riuscito a prenderlo Stefano il quale ha fatto vedere a tutti il suo grande pesce soddisfatto della pesca. Ci sono di lui le foto su facebook, tutti eravamo lì a fargli i complimenti e a fotografarlo. La sera Angelo ha cucinato il pesce per tutti noi, erano dei bellissimi pesci: sgombri veramente buonissimi ed insieme abbiamo mangiato delle ottime patate arrosto. Siamo andati negli ultimi giorni a visitare le strutture norvegesi le quali avevo avuto modo di visitare due anni fa, devo dire che sono organizzate meglio delle nostre, hanno dei luoghi veramente incredibili: sale di musica, area vasta della pittura, la sala registrazioni, una palestra galattica  ed i propri spazi sociali dove si riunivano erano puliti e pieni di confort e relax. La loro associazione è organizzata meglio della nostra a Livorno, non solo per le attività ma anche per gli spazi comuni utilizzati per socializzare e mangiare insieme. L'ultima sera siamo rimasti con loro nella loro associazione ed insieme abbiamo mangiato la pizza, è stato molto divertente: eravamo in una grande tavolata fra utenti operatori e volontari ed eravamo in sintonia come se fossimo una grande famiglia.
Questa esperienza è stata stimolante e un motivo di crescita per me, mi sono veramente sentita me stessa in tutte le situazioni. Non mi sembrava di essere tra utenti della salute mentale ma coma persone libere di vivere e decidere, come tutte le altre persone che non hanno nessun disagio mentale. 


martedì 18 febbraio 2014

Il film della settimana: ‘‘Ritorno al futuro II"

di "Le Quatre Chiffres"

Ritorno al futuro-parte due (Back to the Future – part two) è un film di Robert Zemeckis, film di il nicchia in quanto confezionato sugli indici di gradimento del film primo, in un’infuocata trilogia, battezzata  “paradox”.
E adesso possiamo così servire il nostro Champagne dall’inconfondibile sapore americano, visibile oltre che nel faraonico scheletrato,  nel modo di concepire figure e gags.
Rendiamoci conto che dietro un’operazione del genere, si nasconde un mondo lubrico fatto di mille sozzerie, del resto ammesso e visionato in un futuro da incubo e da pattumiera.
Bene, sappiamo così, e la cosa ci rende oltremodo felici, che nel settembre 2011 la Nike fece esplodere sul mercato le Nike air mag  identiche alle scarpe auto allaccianti usate dal protagonista Michel J. Fox.
E in pieno futurismo, che dire della bottiglia di Pepsi-Cola ordinata da Marty al café -80? Per non parlare della stazione di servizio Texaco nella Piazza di Hill Valley.
Se vi sono tanti altri giochetti che potranno fare impazzire, le situazioni paradossali o comiche che dir si voglia, la tecnologia imperante ad ogni lato, DAPPERTUTTO la fanno da padrona.
In molti accostamenti e riferimenti troviamo il mondo di Robert Zemeckis ed anche altri sur-plus ideativi…, ma la stanchezza e la ripetitività ci riservano un lusso di vertiginosità e virtuosismi che propongono uno smalto puttaniere, caldo di noia o, per altri, di algido meccanico godimento.
Lo spettacolo con e nonostante ciò tiene, la gente sembra divertirsi…, ma che volete di più…?...
E’ prevista la parte tre.

lunedì 10 febbraio 2014

Sensazioni norvegesi

Di Giuseppe D’Agostino


Quando iniziai a frequentare l’Associazione Mediterraneo, nel 2012, ebbi modo di sperimentare sin da subito la validità del gruppo di auto mutuo aiuto. Nel mio viaggio in Norvegia ho confrontato la nostra esperienza con quella di LinkOslo per ricavarne alcune conclusioni. Comincio col dire che l’efficienza del welfare di questo civilissimo paese del nord Europa balza subito agli occhi. Lo stato offre una rete estesa di servizi per ogni categoria di persone e il lavoro è garantito alla quasi totalità della popolazione. Ma su alcuni dati ho riscontrato degli aspetti metodologici che si discostano dalla nostra cultura. Mi riferisco alla loro applicazione del concetto di auto mutuo aiuto, inteso come esperienza non limitata al mondo della salute mentale ma allargata ad altre realtà (come l’alcolismo, l’obesità, la delinquenza) e proposta all’interessato solo se il suo percorso riabilitativo ha raggiunto un livello eccellente. In Italia la coabitazione tra forme di patologie gravi e approcci non terapeutici di gruppo si è dimostrata praticabile e, secondo il mio punto di vista, aiuta a stemperare alcuni disagi emotivi e relazionali. Una frase pronunciata dalla nostra accompagnatrice Trine a margine degli interventi tenuti a Link, il venerdì 24 gennaio, spiega più di tante elucubrazioni la mentalità anglosassone: “In Norvegia non ci sono problemi, esistono solo sfide”. Considerazione legittima, senz’altro, ma che esclude molti soggetti che vivono un disagio psichico e non possono affrontare, a causa della loro malattia, delle prestazioni il cui raggiungimento è spesso inadeguato alle forze del momento presente.

Presentazione del film della settimana: "Ritorno al futuro"

di "Le Quatre Chiffres"

Ritorno al futuro (Back to the future) è il primo film dell’omonima trilogia ideata da Robert Zemeckis; esso, considerato dalla critica cinematografica un’icona del cinema degli anni ’80, insignito di numerosi premi prestigiosi soprattutto negli USA , fu prodotto nel 1985.
Il film narra vicende di Marty Mc Fly e della sua famiglia residenti a Hill Valley in California il 25 ottobre 1985 e del bislacco amico di Marty, l’inventore pazzoide Emmet “DOC” Brown. Lo scienziato ha costruito una macchina del tempo, perfettamente funzionante, ma con un elemento indispensabile per intervenire sul “Flusso Canalizzatore”: il Plutonio, rubato in quell’occasione ad un commando terroristico della Libia. Di qui sorgono tutta una serie di avvenimenti legati ai protagonisti che rincontrano se stessi nel passato e di equivoci particolarmente gustosi. Dietro l’antica idea della macchina del tempo di H. G. Wells e il suo romanzo del 1895 si nasconde la vera e propria pretesa spettacolare del film.
1 – la presenza carismatica di Steven Spielberg
2 – la consapevolezza di un presente non facile politicamente visto e filtrato attraverso le maglie di una commedia fantasy senza particolari nostalgie verso il passato o il futuro.
3 – la riflessione che tutti i figli di questo mondo hanno dei propri genitori, soprattutto in chiave sessuale.
L’ormai ampia filmografia di R. Zemeckis depone per una innata profonda curiosità sul mistero proprio del raccontare filmico nelle sue implicazioni con una tecnologia sempre più elaborata e condivisa. Contemporaneamente vale la pena sottolineare ancora una volta il profondo interesse di R. Zemeckis per le discipline interiori e per una piena valorizzazione del racconto storico e metastorico sul versante non asservito alle classiche suddivisioni accademiche, di una psicologia, cioè, sviluppata sugli stati di coscienza di ogni creatura e sullo stato di coscienza in sé.
Questo atteggiamento di fondo ben sviluppato in un capolavoro come Beowulf , influenzato da Back to the future and sequels, si addentra nei meandri di una arcana “psicoeternostoria”, mai toccata da avventura o studio d’uomo.
E ci piace mettere le mani avanti su di un autore, su cui ritorneremo, e che sulle stesse tematiche, lavora in un altro senso, non lontano, di totale e globale invenzione immaginifica: Joseph Spraczynski, i cui antefatti solo si possono trovare nel grande scrittore del 900, poeta e saggista statunitense, nonché veggente e sensitivo Howard Phillips Lovecraft.  Ristudiato ed approfondito solo recentemente dagli studi tradizionali, Lovercraft è stato ispiratore di molti filoni dell’attuale tendenza fantasy, thriller e horror.


Rassegna Cinematografica presso
Associazione Mediterraneo
Giovedì 13 febbraio ore 15.30

Ritorno al Futuro
Back to the Future

movie 1985 di R. Zemeckis

Primo episodio della trilogia omonima del 1985, è considerato un'icona del cinema degli anni ottanta e ha riscosso un enorme successo a livello internazionale. La pellicola ha ricevuto il premio Oscar al miglior montaggio sonoro.

lunedì 3 febbraio 2014

Oslo 21-25 gennaio 2014

di  Michele Cuchel

E’ stata un’esperienza molto bella, oltre ai posti tutti interessanti, a me è rimasta dentro l’organizzazione dell’auto aiuto in quel paese e soprattutto il fatto che la nazione è omogenea nello sviluppare i progetti come questo dell’auto aiuto, mentre in Italia da una città all’altra cambia tutto.
So bene che la nostra nazione è molto più giovane rispetto al resto dell’Europa e forse per questo c’è molto più caos.
In Norvegia sembra tutto ben organizzato e le cose che ci hanno spiegato sono tutte azioni ben strutturate, che paragonate alla nostra instabilità mi fanno cambiare l'opinione che avevo prima di partire.
L'Italia è l’unico paese ad aver chiuso i manicomi, però in realtà in molte città legano ancora e propongono l’elettroshock . La differenza con la Norvegia è che là esistono ancora gli ospedali psichiatrici che possono ospitare anche 100 pazienti, ma da quello che ho potuto capire da un ex utente, i ricoveri durano più o meno come da noi: in più c’è il fatto che lui per esempio ha potuto lavorare, ad esempio ora con l’università.
Comunque mi spiegherò meglio quando farò la sintesi dell’intero corso che, in modo decisamente amichevole, i norvegesi ci hanno offerto. Per adesso, per me in particolare, vorrei lasciare una piccola speranza, per come mi sono sentito in questo viaggio, che mi ha fatto risentire la voglia di esserci e di fare cose nuove.
 Grazie all’associazione Mediterraneo, che dio la tenga in gloria.