lunedì 28 novembre 2016

Pensieri Notturni

Di Luana Baldacci    
       
Ore 02:45 di giovedì 24/11/2016
Oggi non so più chi sono, non so più chi ero, sono sempre io quando mi guardo allo specchio, però vedo una persona che mi guarda e ha il volto inondato di lacrime che mi stanno bagnando anche gli abiti che ho addosso, mi stanno colando anche sui piedi nudi. Devo prendere una decisione con coraggio e farla finita una volta per sempre. Voglio andarmene da qui, voglio andarmene da Livorno, sparire e non farmi trovare più da nessuno, voglio vivere o morire da sola. Non ho più niente, solamente grattacapi che devo risolvere da sola. Sono vecchia e sono stanca di tutto ciò che ho intorno e cioè, il mio corpo che dentro è già morto da sempre! Speravo che con la casa nuova la mia vita sarebbe migliorata e invece no, è peggiorata. Non so quale autobus possa prendere per andare e poi tornare in questa casa che non sento mia. Ho perso tutti gli amici che avevo quando andavo a ballare, ora a malapena cammino trascinandomi dietro le gambe dure e pesanti. Non ho mai avuto voglia di vivere e ora ne ho ancora meno, cerco di non farlo vedere ma il mio dentro muore ogni secondo di questo tempo che per me scorre troppo piano e non mi fa vedere nemmeno un barlume di continuità e in quello che chiamano futuro e il futuro per me è inesistente. Sono stanca ma tanto tanto stanca di questo mondo, di questa vita che mi opprime!

Ore 04:30 di giovedì 24/11/2016

Oggi è giornata no su tutti i fronti, specialmente nello stato panico e memoria che mi manca sempre di più su quello che devo fare nel corso del presente. Io sempre più vivido il passato remoto e questo so che non è un bene per la mia psiche. Il mio ego si rifiuta inesorabilmente di vivere nel presente senza pensare neppure al futuro che penso non esista perché devo vivere giorno per giorno. Ora vorrei avere accanto a me mia sorella Silvana alla quale voglio un gran bene. Spero tanto che lei mi chiami perché io non posso, perché devo aver cancellato inavvertitamente il numero del suo cellulare e poi non riesco a trovare l’agenda dei vari numeri.


Storia di natale

Di Letizia Lettori
Il Natale è speranza e felicità: è la nascita di Gesù bambino, 
è l’arrivo di Babbo Natale per tutto il mondo 
ed è un giorno speciale per i bambini che ricevono i doni.

Anche gli adulti sono felici perché vedono i figli sorridenti Sono contenti per loro. 


lunedì 21 novembre 2016

Letizia: la mia fede

Di Letizia Lettori
La morte è oscurità e male, una forza che toglie la vita e che fa soffrire le persone, anche coloro, che non meritandoselo, hanno perso tutto e non hanno altro nient’altro da perdere.  Il dolore della perdita di una persona a noi cara è la cosa peggiore che si possa provare, ma per quanto angosciante non dobbiamo dimenticare come questa sofferenza non dipenda da un essere maligno come il Diavolo. Satana infatti, al contrario di Dio, non esiste e la causa di tutte le sofferenze dell’uomo sta nell’imprevedibilità della natura. Il male è solo una parte oscura e sconosciuta di ognuno di noi, mentre Dio è luce e bontà che ci riscalda il cuore. Io, il 22 maggio 2013, ho perso mio padre, la mia forza vitale che mi ha sempre sostenuto, e per quanto dolorosa sia stata la sua perdita, con Dio al mio fianco non mi sono mai sentita sola. 


lunedì 14 novembre 2016

La mia storia di sincretismo religioso

Di Francois Macaione
A cura di Enrico Longarini


Sebbene sia nato ad Empoli nel 1970, sono cresciuto in un piccolo paese della campagna fiorentina, Fontanella. L’asilo gestito dalle suore e i sacramenti della comunione e della cresima, mi hanno fornito gli insegnamenti cattolici che mi hanno accompagnato durante la mia fase di crescita. L’influenza della religione è stata molto forte durante quegli anni, al punto che da mancino divenni destrorso; le suore infatti credevano che la sinistra fosse la mano del diavolo, perciò legandomi il braccio mi obbligavano ad usare la mano destra. La religione ormai faceva parte della mia vita in ogni suo aspetto ed avevo fatto miei i principi che mi erano stati insegnati. Così tutte le domeniche andavo a messa e leggevo le Sacre Scritture dando loro però un’interpretazione personale, seppur sempre cristiana. Nonostante ciò, grazie a mio padre e a mio zio materno, maturai un interesse verso materie “più scientifiche” come l’elettromeccanica e la radio-elettronica, e così durante gli anni delle superiori iniziai a frequentare l’ITIS di Firenze, dove mi diplomai in elettronica industriale.
A sedici anni mi successe una cosa che all’epoca reputai strana: un pomeriggio d’estate, mentre me ne stavo sdraiato sul letto, improvvisamente avvertii il battito del mio cuore rallentare e sentii il mio corpo sollevarsi verso l’alto. Mi vidi entrare in una specie di tunnel luminoso e attorno, insieme a sconosciute figure angeliche luminose, percepii la figura di una donna misteriosa che si trovava alla fine del tunnel, che con la sua voce, passò in rassegna tutta la mia vita, passata, presente e futura. In quel momento credetti di trovarmi in paradiso, ma improvvisamente mi sentii tornare all’interno del mio corpo. Questo episodio arrivò a condizionare e a determinare la persona che oggi mi trovo ad essere e nonostante gli studi di elettronica industriale, ritrovai dei concetti della religione cristiana e della filosofia buddhista (sulla quale avevo iniziato ad informarmi) proprio in quelle materie scientifiche che avevo studiato a scuola. Da quel giorno iniziai a creare una mia personale visione del mondo fondata sì sulle leggi universali della scienza, ma anche sui principi e sui concetti espressi dalla religione cattolica e dalle filosofie orientali. Differenti discipline e credenze non erano più elementi inconciliabili, ma trovavano spazio nella mia mente che in questa maniera scopriva di non avere più orizzonti. L’essere umano ed il suo spirito, così, potevano essere riprodotti attraverso la rappresentazione di un sistema informatico, ossia di un modello basato sull’elettronica, sulla logica digitale e di conseguenza sulla matematica. Mi rendo conto che tutto poteva essere nient’altro che un’illusione, ma riuscii ad avvertire quasi fisicamente lo svilupparsi di questo cambiamento sia all’interno del mio corpo che all’esterno. Tutto ciò che avevo imparato da piccolo con la religione cristiana, dunque, altro non era che un modo limitato di osservare la realtà; i sette doni dello Spirito Santo presenti nella dottrina cattolica, ad esempio, potevano essere osservati, analizzati e compresi attraverso la logica dei Chakra delle filosofie orientali, ossia quei centri di energia presenti nel corpo umano che regolano le funzioni corporee, psichiche ed emotive di ognuno di noi. Il mondo e le relazioni con gli altri sono realtà complesse, la cui vastità può spaventare e disorientare se osservata da un unico punto, ma se impariamo a cercare dentro e al di fuori di noi possiamo riuscire a capire ciò che fino ad allora ci era sembrato imperscrutabile. 

La forza di farsi aiutare

Di Liliana Fabbri
A cura di Enrico Longarini

Si sa, l’Associazione Mediterraneo non manca mai di organizzare eventi e gite per far divertire tutti i suoi soci e così, come ogni week-end, domenica 2 ottobre siamo partiti carichi e pieni di aspettative (nonché di pranzo al sacco) per una bella gita a Firenze, alla visita del Giardino di Boboli. Sebbene il tempo non lasciasse sperare in un miglioramento e la minaccia di alcuni grossi nuvoloni in lontananza fosse sempre più concreta, non ci siamo fatti intimorire e così siamo giunti nel magnifico capoluogo toscano sui due furgoni guidati da Enrico e da Nicola, compagni inseparabili di ogni nostra avventura. Fortunatamente il sole ha avuto la meglio sul tempaccio e ciò ci ha permesso di fare una piacevole passeggiata fra le strade e le vie della città, colme e stracolme di turisti arrivati da chissà dove. Dato il mio problema alla gamba sono stata costretta a muovermi con la sedia a rotelle e, guidata da Enrico, Simona e Fabrizio ho superato ostacoli insormontabili come marciapiedi, sanpietrini, scalini e salite: mi sembrava di essere su una macchina da corsa! Arrivati a Palazzo Pitti ho preferito vedere il museo anziché entrare nel parco, la cui visita mi sarebbe risultata troppo difficoltosa a causa della mia carrozzina; questo però non mi ha certo abbattuto d’animo e lasciati gli altri compagni di viaggio, insieme ad Enrico, sono entrata nella celebre Galleria Palatina alla scoperta dei quadri, delle statue e di tutte le opere che vi sono conservate all’interno. Appena entrati quale meraviglia! Enormi lampadari a goccia, pareti dorate, busti di marmo, specchi e soffitti affrescati e come se non bastasse un numero incalcolabile di quadri che ricopriva le superfici di ogni stanza. Con stupore ho notato come la maggior parte dei soggetti rappresentati nelle varie opere fosse di natura religiosa e così ho potuto apprezzare i mille volti dolci e delicati delle Madonne col Bambino raffigurate dai pittori dell’epoca. È stata una visita davvero emozionante che ci ha fatto battere il cuore (anche perché Enrico, avvicinatosi troppo ad un quadro, ha inavvertitamente fatto scattare l’allarme: che ridere). Finito il percorso ci siamo riuniti con gli altri e, un passo dopo l’altro, siamo andati alla scoperta delle ricche vie di Firenze passando per il Ponte Vecchio e osservando il pericoloso livello dell’acqua dell’Arno, poi per la Galleria degli Uffizi ed infine giungendo al Palazzo della Signoria. È stata una bella esperienza, soprattutto perché non avevo mai avuto occasione di ammirare le bellezze di Palazzo Pitti e se in futuro potrò camminare con le mie gambe con maggiore autonomia mi piacerebbe poter visitare, anche solo per un attimo, il famoso Giardino di Boboli.


Poesie

Di Letizia Lettori


Stelle candenti (15/08/2016)

Stelle stelline cadano giù quando c’è
la luna piena nella notte splendente
Che fa sognare la vita.












Il gatto  sognatore (7/11/2016)

Il gatto che dà i sogni belli 
ai bambini che hanno sofferto
nella loro  vita
per renderli felici.












La nonna (08/11/2016)

Mi manca tanto la mia nonna io le volevo molto bene; con la mia nonna  ero molto felice di stare con lei.

lunedì 7 novembre 2016

La mia gita a Loreto

Di Letizia Lettori

Il 28 ottobre, io e le mie amiche Rita e Pamela, con una gita organizzata dall’Ordine di Malta, siamo partite da Pisa verso Loreto, un sacro luogo di pellegrinaggio dove si dice sia conservata la casa di Gesù a Nazareth. Il motivo principale del mio viaggio era la speranza di un miracolo nei confronti della mia amica Rita che sfortunatamente è costretta a muoversi con le stampelle. Così, arrivate a destinazione, dopo cena, io e Rita abbiamo partecipato ad una fiaccolata in piazza mentre Pamela è rimasta nella stanza. Il giorno seguente, dopo aver ascoltato la santa messa, siamo andate in pellegrinaggio verso il santuario della Madonna Nera e lì abbiamo visitato la santa casa della Madonna che si ergeva sulla cima di una collina da cui potevamo osservare persino il mare. La mattina del giorno in cui siamo partiti da Loreto verso casa, il 30 ottobre, mentre io e Pamela stavamo facendo colazione, abbiamo sentito il terremoto che ha disgraziatamente colpito il centro dell’Italia; tutti quanti abbiamo ovviamente avuto molta paure, soprattutto la mia amica Rita che in quel momento si trovava nell’ascensore con un’altra signora, una donna proveniente dal Perù. Per fortuna è stata salvata da Lucrezia, una sorella del Ordine di Malta e così siamo tornate a casa sane e salve. Purtroppo non abbiamo potuto assistere a nessun miracolo ma in futuro spero che la mia amica Rita possa tornare a camminare senza l’ausilio delle stampelle.                                                            


giovedì 3 novembre 2016

10 ottobre! È la “Giornata mondiale per la salute mentale”

Di Franca Izzo 

Incontriamoci, stiamo insieme questo pomeriggio per raccontarci e giocare, per provare ad essere più positivi. Almeno oggi!
< Sì ma dove? >
Nella stanza polivalente del Centro di Salute Mentale Frediani, dove alcuni utenti del servizio si sono accordati per ricordare questa giornata.
< Come avete fatto? >
Semplicissimo! Tamara, Franca e Giorgio, dividendo le spese, hanno comprato dolcetti, patatine, caramelle e noccioline, qualche bibita ed ecco fatto; apparecchiato a festa, dopo aver spostato i mobili per fare più spazio abbiamo dato il via ai festeggiamenti.
< Cosa avete fatto? >
Per prima cosa abbiamo spento lo stereo, sempre acceso nella stanza polivalente da che è stata occupata e autogestita dai pazienti del servizio a luglio, Stefano ci ha fatto sentire musica dal vivo, anche Barbarina ci ha cantato qualcosa e non è mancato un duetto tra Barbara e Franca con un brano di Mina. In seguito Stefano e Franca si sono esibiti con il loro repertorio, fatto di musica classica e
brani scritti dallo stesso Stefano. Dopo la merenda è stato riacceso lo stereo con musiche da ballo e ci siamo scatenati con le danze. Ogni tanto Rodolfo faceva qualche battutaccia in vernacolo, stimolando risate a tutti. Verso la fine dei nostri bagordi Michele è venuto a salutare, contribuendo con la lettura di un brano della nuova commedia che sta allestendo con il suo gruppo. Quindi ha letto le due righe che Franca aveva scritto per l’occasione, ma non leggeva per il timore che ciò abbattesse l’allegra atmosfera creata; ma non è stato così e dopo tanti applausi sono state riprese le danze fino all’ora dell’arrivo della cena.
< Raggiunto lo scopo? >
Sì! Tutti hanno partecipato gioiosamente dimentichi dei malesseri del mattino. Sì, credo proprio che ci siamo regalati un po’ di salute mentale l’un l’altro.
< Possiamo leggere anche noi ciò che Franca aveva scritto? >
Certo, guardate, il foglio è proprio qui:

Livorno, lunedì 10 ottobre 2016
Giornata mondiale per la Salute Mentale

Questa giornata nel mondo viene ricordata più per far promozione di salute che di cura.
Prima si diceva “Igiene Mentale”, bruttissimo, è come se il nostro cervello fosse sporco e bastasse lavarlo, magari con qualche elettroshock.
Con Franco Basaglia è molto cambiata: la legge 180, Psichiatria Democratica, paziente al centro della propria cura nei progetti personalizzati e quant’altro, con la chiusura dei manicomi si dice “Salute Mentale” da mantenere alla persona attraverso cure ed attività all’interno dei centri per la salute mentale territoriali.
Ed eccoci qua, tutti amici, ma...? Ognuno di noi ha una sua diversa storia e vive il proprio problema dall’interno, che quasi sempre ha un’impostazione di conflittualità che vive all’interno del proprio nucleo sociale, che può essere: familiare, lavorativo, amicale o addirittura con se stesso.
Penso che la semplice terapia farmacologica serva solo a contenere i sintomi del disagio, ad offuscarli e che non curi.
Pur riconoscendo l’importanza dei farmaci e del sonno, il riposo nel momento dell’acuzia, ritengo si debba andare oltre; infatti nel C.S.M. vengono organizzate varie attività atte a non far ristagnare la persona nei propri pensieri negativi, ossessivi.
Ma non tutti accettano questa sfida con se stessi, non vogliono combattere il sintomo, anzi, lo coccolano dandogli troppa importanza, lo ascoltano attentamente e questo prende sempre più spazio. L’unico spazio che a volte concedono per questa lotta è dato dalla terapia; che io giudico cronicizzante.
Forse mi giudicherete piuttosto arrogante, giudicante e stigmatizzante e direte: “Dici bene te! ma se uno non ce la fa, non ce la fa!”

Ma io mi chiedo se queste persone ci abbiano provato, abbiano mai sofferto di altro e per altro intendo la sofferenza di chi lotta contro lo schifo di vita che gli è toccata.