lunedì 11 aprile 2016

La Vita Secondo il Pera: Quarta Parte

Di Michael Perini

Eccoci arrivati all’ultima parte del racconto della mia vita e qui vi racconterò di tutte le conoscenze che feci con le grandi personalità del mondo dello spettacolo e delle mie avventure. Una volta andai a Roma con alcuni miei amici e là visitai lo zoo di Roma, il Vaticano,  Piazza di Spagna, la Fontana di Trevi e il Salone Margherita dove fanno il Bagaglino e Cinecittà che purtroppo vidi solo da fuori. In quell’occasione incontrai Leo Gullotta, Oreste Vianello ed altri personaggi del Bagaglino e vidi da lontano Rutelli che stava entrando in Parlamento. Mentre ero per strada vidi anche quella che allora era la conduttrice di “Al posto tuo”, un programma che andava in onda sui Rai2. I miei incontri con le celebrità non terminarono a Roma e una volta a Castiglioncello incontrai addirittura Checco Zalone insieme al quale parlai e con il quale feci una foto. Una volta mi capitò anche di incontrare Vittorio Brumotti ma con tutte quelle arie da superbo e da tamarro non mi piacque e mi risultò antipatico. Quando andai al museo del calcio vidi anche l’ex allenatore della Roma Capello poi Batistiuta, Moratti, Gianni Rivera e un giovane Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze, con il quale provai a fare una foto ma senza riuscirvi. Conobbi poi molte altre celebrità come Simone Cristicchi, Claudio Marmugi, Paolo Migone e Pietro Fornaciari e dato che in una qualche maniera ero entrato a far parte di questo strano mondo illuminato dalle luci del palcoscenico decisi di costruirmi una mia fama.
Creai così un mio programma, inizialmente intitolato Teleperozzo, che successivamente divenne Grande Livorno Tg e che si diffuse su famosi social network come Facebook o Youtube. Ormai sono passati diversi anni e il mio primo vero successo lo ebbi durante il premio Ciampi che si tenne al teatro Goldoni. Su quel famoso palco imitai Luca Laurenti nella parte di cowboy  e feci la mia battuta "ciao schizzetto”, poi presi la pistola finta e sparai dicendo "Dio perdona io no”. Nel 2011 mi venne l’idea di espandere la mia fama così decisi di aprire un mio canale Youtube in maniera che il mio nome si diffondesse sempre di più nella città di Livorno. Quando per uno spettacolo venne a Livorno, conobbi anche il re dei cinepanettoni, il grande Christian De Sica. Lo incontrai nel camerino e gli parlai di come avessi perso il padre e di come la mia nonna paterna fosse stata costretta crescermi tra mille difficoltà; anche lui mi raccontò della scomparsa del fratello e del padre ed insieme ci commuovemmo e ci abbracciammo. Il 3 marzo del 2014 mi presentai anche al provino per entrare a far parte del cast del Grande Fratello e con la mia esuberanza feci ridere Alessia Marcuzzi e Alberto Bilà, il giornalista del TG5. Questa mia performance mi fece addirittura andare in onda su Mai Dire Grande Fratello, il programma condotto dalla Gialappas Band. Ho anche dei bei ricordi di quando trascorsi l'ultimo dell'anno con l’Associazione Mediterraneo a Montioni in Provincia di Grosseto insieme ai miei amici Riccardo, Matteo il Biondo Fenomeno, Benedetta e Ricky. La vita però si sa non è fatta solo di ricordi felici e di luce e una volta, non riuscendo a controllare la mia forte impulsività, misi le mani addosso a mia madre così fui ricoverato al Decimo Padiglione. Mi trovavo all’ospedale della Misericordia di Livorno, denunciato e ricoverato e sebbene mi fossi pentito dei miei errori ormai era troppo tardi per potervi rimediare. Tutto era cominciato il 15 di aprile di quell’anno; io ero nervoso perché la batteria del computer non mi andava bene e perché non ricordavo dove avessi parcheggiato la bicicletta mentre mia madre era nervosa per alcune faccende di conseguenza, come capita sovente in questi casi, iniziammo a litigare ed arrivammo a prenderci a botte.
 Naturalmente intervennero rapidi sia il 113 che il 118 che mi fecero ricoverare. Purtroppo non ero stato in grado di controllare la mia impulsività e mi pentii subito di tutto ciò che era successo. Mi trovavo là da ventidue giorni  e mi sentivo meglio, così i medici si organizzarono per le mie dimissioni. Purtroppo però, al momento della mia uscita, i dottori fecero confusione e prolungarono la mia permanenza così io, inferocito e arrabbiato, fuggii. Certo, mi accorsi subito di aver fatto uno sbaglio, ma appena fui ritrovato mi venne fatto il TSO prolungando così il mio ricovero. I dottori si scusarono per avermi illuso riguardo la mia dimissione ed io li perdonai perché dopotutto poteva capitare a chiunque di poter sbagliare. L’unica mia speranza era quella di poter tornare ad uscire con i miei amici di sempre e di stare bene e sereno insieme alle persone a cui volevo bene. A marzo del 2016 , dopo essere stato ricoverato al Decimo Padiglione per due mesi e in comunità per nove mesi, sono potuto ritornare a casa. In questo periodo ho imparato a rigovernare, a fare il letto, ad apparecchiare la tavola, a controllare la mia impulsività e soprattutto sono riuscito a recuperare il rapporto che avevo perduto con mia madre e di questo sono davvero felice. 
Così finisce la mia storia, una vita piena di emozioni, di felicità e di amore, ma anche di rabbia e di odio; sì perché nella nostra vita ci sarà sempre spazio per le cose brutte e negative e spesso non potremo evitare che ci capitino, il trucco sarà quello di pensare sempre al positivo ed essere forti, tenaci e combattivi perché solo così potremo sconfiggere i demoni e le insicurezze che ci circondano. La mia vita è stata un tunnel pieno di ricordi tristi e divertenti che nonostante tutto mi hanno fatto diventare la persona che sono oggi.

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